Bentornata Vergine SS.ma d’Altomare
Se incerte sono le origini della devozione e del culto della Vergine SS.ma, Madonna d’Altomare a Mola di Bari, che si venera nella Chiesa di S. Maria di Loreto risalente al 1588, certa e indiscussa è la devozione che i marinai molesi nutrono per la Madonna d’Altomare che la considerano loro protettrice, e ad essa affidano ogni speranza di pesca, di salute e di benessere familiare.
Le notizie storiche certe sono alquanto scarne. Di certo si sa che, dopo alterne vicende, un decreto Arcivescovile del 02.02.1981 ripristinò definitivamente la festa fissando ogni anno i festeggiamenti alla prima domenica di luglio.
Certo è il culto della Vergine Santa dell’Altomare nella città di Andria, dove si racconta che nell’anno 1598 in una profonda cisterna una bambina, caduta accidentalmente, rimase in vita incolume in mezzo alle acque dopo tre giorni, e salvata da alcuni passanti che, per caso, udirono quella voce che in seguito attestava che “la Madre di Dio, la cui immagine era dipinta sul muro di quella cisterna, l’aveva pietosamente liberata dalla morte”.
Da allora attorno a quella effige ritrovata in mezzo alle acque “come dentro un mare”, si sviluppò una devozione, e a quell’immagine fu dato il titolo di “Santa Maria dell’Altomare” dal Vescovo della Città di Andria.
Come poi il culto mariano andriese sia approdato a Mola di Bari è difficile stabilirlo. E’ probabile che alcuni agricoltori molesi, emigrando all’inizio dell’estate verso il foggiano per essere impiegati nella mietitura del grano coltivato nel tavoliere, abbiano incontrato altri operai provenienti da Andria e questi abbiano propagandato e fatto conoscere la storia della Madonna dell’Altomare e stimolato i molesi a importare questo culto a Mola di Bari suscitando, specialmente in coloro che da generazioni hanno lavorato in mare, il desiderio di invocare la Madonna d’Altomare e di affidarsi a Lei per essere protetti dai tanti pericoli del mare.
La festa che quest’anno viviamo si colloca, come sappiamo, in un contesto non certo felice e spensierato o particolarmente provvido per gli stessi marinai e le loro imbarcazioni, duramente provati dai disagi manifestati in modo eclatante nelle settimane passate su scala nazionale.
La Chiesa non è estranea né indifferente ai problemi degli uomini, e dunque anche oggi non resta insensibile ai disagi che affliggono e mettono a serio rischio l’attività produttiva marittima.
A nome della comunità cristiana e come Pastore di una comunità parrocchiale e di una città che si affaccia sul mare, intendo esprimere la vicinanza spirituale e la solidarietà per il delicato lavoro dei marittimi che meritano attenzione da parte di tutti e maggiormente delle Istituzioni politiche per un adeguato ascolto e considerazione, nonché riconoscimento di diritti spettanti e aiuti da offrire, per fronteggiare una certa crisi in cui versa l’attività marinara che compromette il futuro di tante famiglie e dell’intera collettività.
Sappiamo bene, cari marittimi, che il mare è parte della vostra vita, talvolta le barche non sono solo mezzi lavorativi ma anche le vostre case, il campo di lavoro infatti è il mare, la vostra patria è il mondo!
La pesca è un’attività che non può demordere, né crollare; lo stesso Gesù ebbe a che fare con dei pescatori che divennero, in seguito, suoi preziosi collaboratori e amici; più volte Egli stesso si cibò dei frutti della loro attività di pesca.
Per la nostra Regione e l’intera cittadinanza molese la vostra attività è un dono assai prezioso che la qualifica e la onora.
In questo momento di prova non ci può essere spazio per lo scoraggiamento né tanto meno si deve “mollare il tutto” e perdere ogni speranza per il futuro.
Affidiamoci tutti alla potente intercessione della Vergine Santissima, Stella del mare, “porto sicuro nel comune naufragio”.
Anche Maria non si mostra insensibile alle situazioni degli uomini. A Lei importa di noi, nutre un’attenzione che sa farsi solidale e premurosa. Sono certo che attraverso la sosta che farà in mare e sulle stesse vostre barche prenderà a cuore le vostre e le nostre preoccupazioni, ansie, disagi, attese, e le farà Sue, presentando le nostre necessità al Suo Figlio Gesù, come già fece a Cana di Galilea.
01.07.2008
Sac. Pasquale Zecchini
Parroco S. Maria di Loreto in Mola di Bari