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Solennita' del Corpus Domini Omelia di don Pasquale ZecchiniChiesa di S. Maria di Loreto 26.06.2011 "Ecco quanto e' buono e quanto e' soave che i fratelli vivano insieme!"(salmo 132)
"Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non dev’essere gettato.
Con i simboli e' annunziato ..." (Sequenza).
Le parole della Sequenza di questa domenica, e la Parola ascoltata, ci presentano Gesu' eucaristia come il pane che ci sostiene nel cammino della vita e ci introduce progressivamente verso i pascoli eterni.
Ogni anno, in questa solennita' riviviamo comunitariamente questo appuntamento, memoriale di quanto Gesu' ha compiuto per primo.
Fortunatamente la Chiesa non segue la moda del mondo che si sbarazza di usi e costumi gia' decantati e va continuamente alla ricerca di novita'!
Si, proprio cosi, nella nostra societa' frenetica e liquida, come amano definirla alcuni studiosi del comportamento umano e sociologi (Bauman sociologo e filosofo polacco di origini ebraico-polacche "modernita' – societa' liquida"), tutto ciò che oggi si scopre come novita', domani e' gia' vecchio perché bisogna sostituirlo con altro piu' nuovo e all’avanguardia!
Noi siamo qui, invece, anche questa sera, a ripetere e adempiere a un comando dato dallo stesso N. Signore Gesu' Cristo, quando nell’Ultima Cena ha comandato di perpetuare in Sua memoria. Da piu' di 2000 anni i cristiani non si stancano e non smettono di ripetere quanto lo stesso Gesu' ha compiuto alla vigilia della sua passione, morte e risurrezione.
Tutto questo e' quanto accade nella Celebrazione Eucaristica, che comunemente chiamiamo Messa.Gia', forse e' bene, questa sera, soffermarci proprio su quanto ogni Domenica siamo invitati a fare, e chiederci: Cosa e' la Messa?A un non credente che ci ponesse questa domanda potremmo rispondere dicendo che e': quel complesso di segni – gesti – parole – azioni – movimenti – espressioni verbali e sonore, musica e canto, e in sintesi concludere che si tratta di un agire tutto ripetitivo! Si, proprio cosi, ripetitivo perché la Chiesa non ha il diritto e il potere di modificare nulla di alcunché di ciò che, lo ripetiamo, lo stesso nostro Signore Gesu' Cristo ci ha comandato di perpetuare in memoria di Lui! (Fate questo in memoria di me).
Ma allora annoiarsi sembra proprio il pericolo al quale si espone questo agire rituale che, pur cambiando talvolta canti, testi biblici e liturgici delle orazioni…, tutto sommato fa sempre le stesso cose!Allora io mi domando: perché due fidanzati non si stancano mai di vedersi, stare insieme, magari anche ogni sera….? Forse che ogni sera s’inventano moduli nuovi, per stare insieme? con un luck sempre nuovo, "nuova pettinatura e tintura di capelli" ogni sera per "creare la novita'" inedita e sorprendente? (Be io ricordo un personaggio televisivo che amava inscenare tutto ciò: la Sandra Mondaini che se le inventava di tutte pur di "fare cose nuove" e mettere alla tortura il povero Raimondo Vianello. Ma tutto questo era capitolo per "casa Vianello" finalizzato ai nostri schermi televisivi. Nella vita reale non accadeva tutto questo).A Messa non ci si annoia se si fa l’esperienza viva, concreta, quasi tangibile di quel Gesu' che ha promesso: "Io saro' con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo". E l’Eucarestia e' una (non l’unica) di queste modalita' di reale presenza di Cristo tra di noi Ma non basta semplicemente incontrarlo, dobbiamo accoglierlo e dobbiamo imparare ad amarlo. Ecco dunque l’antidoto al non annoiarsi nel ripetere ogni volta la stessa cosa attraverso un agire rituale che deve avere le sembianze di un incontro tra fidanzati o coniugi che si amano davvero, ai quali interessa solo vedersi ripetutamente e stare semplicemente insieme e dirsi reciprocamente: Ti voglio bene – Ti amo! Ecco l’esperienza dei Santi che spesso hanno fatto diventare la preghiera dialogo d’amore: "Tardi t’amai bellezza infinita" (amava ripetere S. Agostino); "Mio Dio, mio Tutto" (S. Francesco d’Assisi) e tanti altri hanno fatto diventare la preghiera Poema d’amore con espressioni simili.
Nell’Eucarestia e' Cristo stesso che continua a dire ripetutamente agli uomini: "Io ti amo!".
Ogni anno, in questa solennita' riviviamo comunitariamente questo appuntamento, memoriale di quanto Gesu' ha compiuto per primo.
Fortunatamente la Chiesa non segue la moda del mondo che si sbarazza di usi e costumi gia' decantati e va continuamente alla ricerca di novita'!
Si, proprio cosi, nella nostra societa' frenetica e liquida, come amano definirla alcuni studiosi del comportamento umano e sociologi (Bauman sociologo e filosofo polacco di origini ebraico-polacche "modernita' – societa' liquida"), tutto ciò che oggi si scopre come novita', domani e' gia' vecchio perché bisogna sostituirlo con altro piu' nuovo e all’avanguardia!
Noi siamo qui, invece, anche questa sera, a ripetere e adempiere a un comando dato dallo stesso N. Signore Gesu' Cristo, quando nell’Ultima Cena ha comandato di perpetuare in Sua memoria. Da piu' di 2000 anni i cristiani non si stancano e non smettono di ripetere quanto lo stesso Gesu' ha compiuto alla vigilia della sua passione, morte e risurrezione.
Tutto questo e' quanto accade nella Celebrazione Eucaristica, che comunemente chiamiamo Messa.Gia', forse e' bene, questa sera, soffermarci proprio su quanto ogni Domenica siamo invitati a fare, e chiederci: Cosa e' la Messa?A un non credente che ci ponesse questa domanda potremmo rispondere dicendo che e': quel complesso di segni – gesti – parole – azioni – movimenti – espressioni verbali e sonore, musica e canto, e in sintesi concludere che si tratta di un agire tutto ripetitivo! Si, proprio cosi, ripetitivo perché la Chiesa non ha il diritto e il potere di modificare nulla di alcunché di ciò che, lo ripetiamo, lo stesso nostro Signore Gesu' Cristo ci ha comandato di perpetuare in memoria di Lui! (Fate questo in memoria di me).
Ma allora annoiarsi sembra proprio il pericolo al quale si espone questo agire rituale che, pur cambiando talvolta canti, testi biblici e liturgici delle orazioni…, tutto sommato fa sempre le stesso cose!Allora io mi domando: perché due fidanzati non si stancano mai di vedersi, stare insieme, magari anche ogni sera….? Forse che ogni sera s’inventano moduli nuovi, per stare insieme? con un luck sempre nuovo, "nuova pettinatura e tintura di capelli" ogni sera per "creare la novita'" inedita e sorprendente? (Be io ricordo un personaggio televisivo che amava inscenare tutto ciò: la Sandra Mondaini che se le inventava di tutte pur di "fare cose nuove" e mettere alla tortura il povero Raimondo Vianello. Ma tutto questo era capitolo per "casa Vianello" finalizzato ai nostri schermi televisivi. Nella vita reale non accadeva tutto questo).A Messa non ci si annoia se si fa l’esperienza viva, concreta, quasi tangibile di quel Gesu' che ha promesso: "Io saro' con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo". E l’Eucarestia e' una (non l’unica) di queste modalita' di reale presenza di Cristo tra di noi Ma non basta semplicemente incontrarlo, dobbiamo accoglierlo e dobbiamo imparare ad amarlo. Ecco dunque l’antidoto al non annoiarsi nel ripetere ogni volta la stessa cosa attraverso un agire rituale che deve avere le sembianze di un incontro tra fidanzati o coniugi che si amano davvero, ai quali interessa solo vedersi ripetutamente e stare semplicemente insieme e dirsi reciprocamente: Ti voglio bene – Ti amo! Ecco l’esperienza dei Santi che spesso hanno fatto diventare la preghiera dialogo d’amore: "Tardi t’amai bellezza infinita" (amava ripetere S. Agostino); "Mio Dio, mio Tutto" (S. Francesco d’Assisi) e tanti altri hanno fatto diventare la preghiera Poema d’amore con espressioni simili.
Nell’Eucarestia e' Cristo stesso che continua a dire ripetutamente agli uomini: "Io ti amo!".
Si, l’Eucarestia allora potremmo dire anche che e' prima di tutto: la carezza di Dio agli uomini!. E’ espressione tangibile della disponibilita' di Dio a interessarsi di me. Anche a me infatti, come al profeta Elia, dice: «Su mangia, perché e' troppo lungo per te il cammino» (1 Re 19,7).Per questo si e' fatto Carne, ha assunto la nostra natura umana, e' disceso dall’alto dei cieli e si e' fatto vicino a noi nella fragilita' di un bambino e nella fragilita' del pane eucaristico.L’Eucarestia domenicale dice il perenne curvarsi di Dio su di noi. Noi ne facciamo esperienza ogni domenica e alcuni lodevolmente anche ogni giorno. (Cf. Convegno aggiornamento pastorale COP sul tema della CORRESPONSABILITA dei LAICI nella VITA E NELLA MISSIONE DELLA CHIESA: figure di grandi Laici come A. Moro che ogni giorno iniziava il suo lavoro facendolo precedere dalla Messa feriale mattutina, Giorgio La Pira…).Miei cari, urge riconsiderare quanto il Signore ha posto nelle nostre mani attraverso l’Eucarestia che celebriamo, che non può essere ridotta a semplice rito e presenza formale da adempiere, solo esteriormente.L’Evangelista Giovanni, come sappiamo, non racconta il gesto del mangiare nel contesto dell’Ultima Cena, bensi considera l’altro gesto Gesu' volle compiere nella stessa circostanza: LA LAVANDA dei PIEDI. Come mai? Giovanni forse reagisce a una prassi eucaristica che rischiava di diventare un rito e richiama il senso dell’Eucarestia che diventa memoria impegnativa e pericolosa! Pericolosa perché impegnativa! A conferma di ciò giova riconsiderare la CATECHESI MISTAGOGICA DI GESU, il quale chiede ai discepoli: "Capite ciò che vi ho fatto?" E aggiunge: "Se dunque io, il Maestro e il Signore ho lavato a voi i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri!". Si, proprio bella questa icona evangelica che ha ispirato molti artisti a dipingere il Gesu' che si abbassa (kenosis), depone gli abiti della gloria e si fa schiavo. Ancora oggi Egli stesso non ha smesso di fare ancora questo: si curva su di noi, sui nostri piedi sporchi, sulla sporcizia dell’umanita', come dice il Papa, e nella sua misericordia ci lava e ci purifica. Gesu' ci rende capaci di stare a tavola insieme. Ma noi vogliamo stare a tavola con Lui? Vogliamo lasciarci "lavare i piedi da Lui?". Se la risposta e' "SI", ciò non basta ancora, perché dobbiamo attuare il comandamento dell’amore fraterno, dobbiamo impegnarci a costruire relazioni positive vere e caritatevoli perché solo dov’e' carita' e amore li c’e' Dio, ci fa cantare un antico canto liturgico. Gesu' ci esorta ad amarci tra noi da discepoli. La comunione fraterna e' il luogo nel quale Cristo continua a essere presente. L’Eucarestia e' l’antivirus del pericolosissimo virus dell’individualismo e dell’estraneita'.Nella Chiesa questo e' lo stile che si addice: relazioni amicali autentiche e fraterne nello stile del "gareggiare nello stimarsi a vicenda" (Rm 12,10). O viviamo nella Chiesa un clima familiare oppure viviamo un clima aziendale. "Le nostre Parrocchie - si diceva al gia' citato convegno di aggiornamento Pastorale – devono coltivare una Pastorale dell’attrazione non dell’organizzazione (Card. Martini)". Senza uno stile di fraternita', di vicinanza, di cura delle relazioni, la comunita' cristiana non attrae. Senza la cura delle relazioni le nostre comunita' assomigliano tutt’al piu' ad aziende che funzionano ma che non assomigliano a una famiglia che ha come compito fondamentale quello di educare e costruire affetti be relazioni.
Conclusione
Anche a noi il Signore questa sera, mentre ci invita a cibarci di Lui per rimanere Lui in noi e noi in Lui (Vang.), ci rivolge la stessa domanda rivolta ai discepoli dopo la "Lavanda dei piedi": "Avete capito ciò che vi ho fatto?", e aggiunge: "Vi ho dato l’esempio". Solo a queste condizioni possiamo continuare a "ciò che ha fatto Lui". Il SIGNORE conceda a tutti noi di partecipare piu' frequentemente e piu' degnamente a questo banchetto che anche noi stiamo celebrando, in questa solennita' questa, e ad essere "Volti Ri-volti" come amava dire don Tonino Bello.